In strada a Roma per il non voto

piazzapopolo2Recentemente abbiamo parlato della lotta che Usn porta avanti per il non voto. Una lotta che non deve rimanere fine a se stessa ma deve essere accompagnata da un’azione politica tesa alla ricostruzione di una comunità di popolo.
Oggi un gruppo di ragazzi del raggruppamento Romano è sceso tra il popolo a Roma volantinando tra p.le Flaminio e piazza del Popolo.
Vi sono stati buoni apprezzamenti sulla metodica dell’astensione attiva, anche se è da rilevare che la massa è lobotomizzata. In fondo il compito è quello di svegliarla o prepararla al risveglio forzato non appena il sistema collasserà.
Quanto nel nostro piccolo poteva essere fatto è stato fatto.
La prossima domenica sempre in piazza con gazebo.

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Pubblica “utilità”

So che in altre città saranno invidiosi !

Non è da tutti avere nella propria città una sorta di parco attrazioni tematico, genere “Fantasy”, giusto per usare un termine inglese che fa molto più internazionali; del resto è un attrazione anche per turisti stranieri che fino ad ora non hanno potuto godere, poveretti, di cotanta magnificenza nella propria terra.

Invidiosi ! Noi abbiamo delle istituzioni eccellenti che non vi sognate ! Noi Italiani e soprattutto noi romani.

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Alemanno, all’insegna della massima coerenza, in linea con il suo “stile di vita”, regalerà ai concittadini non migliorie alla viabilità, troppo facile, basterebbe cacciare via i corrotti tangentari che lucrano in ogni municipio sui lavori pubblici,  non abitazioni o infrastrutture, ne aree per i giovani. Nulla di tutte queste sciocchezzuole a cui voi miseri umani ambite, e la cui importanza rispetto a quanto richiesto per intercessione divina e pressoché nulla. Cosa importa se motociclisti cadono dentro una delle tante buche, se i giovani trovano più piacevole drogarsi che svolgere attività sane, se il cittadino soffre nel vivere quotidiano una città che di eterno ha ormai solo il caos. Quale importanza ha tutto questo di fronte alla magnificenza di uno stupendo MUSEO… DELLA SHOAH ?

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ECCIDIO DI ROVETTA – Continuità ideale

Si è svolta il 18 Novembre a Roma, presso il cimitero del Verano, la commemorazione dell’eccidio di Rovetta.

Rappresentanti del Raggruppamento Romano di USN erano presenti in loco come ogni anno, a ricordare in maniera silente quel vile atto non di guerra, che vide cadere uccisi vigliaccamente a guerra terminata, un gruppo di giovani della Legione Tagliamento.

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Discariche

Se comunemente pensate alla discarica come un luogo lontano dai centri abitati in cui convogliare i  (troppi) rifiuti che la “civiltà moderna” produce, date un occhiata al seguente link

http://tiburtino.romatoday.it/lettore-degrado-via-tor-cevara.html

Una foto per una via, che potrebbero essere tranquillamente centuplicate facendo un giro per le periferie romane.

Un degrado dovuto alle inefficienze dell’amministrazione capitolina, indipendentemente dal colore politico, che sarà oberata da ben altri problemi (case agli zingari -usiamo il giusto nome-, strutture per extracomunitari anche irregolari, spartizioni di appalti pubblici tra amici stretti ecc. ecc.) .

All’inciviltà italica che pure esiste, si somma quella non trascurabile degli ospiti stranieri che popolano quartieri ghetto ai margini della società.

Quello che voglio ricordare ad ogni romano (ma anche Italiano) è di tenere conto di queste nefandezze che la corrotta partitocrazia produce; in essa manca totalmente il senso civico e la voglia di ben fare per la città, la nazione, per tutto. Il minimo che si può fare è non legittimarli alle prossime elezioni con l’astensione !  Quantomeno non saremo complici di questi parassiti sociali !

Alessio Provaroni

L’umanità ipocrita

NOMADI

Fenomeno di degrado e degradante ormai consolidato a livello nazionale, questo trova a Roma, in questo caso attraverso il sindaco Alemanno, l’apoteosi del più becero perbenismo.

http://www.romatoday.it/politica/alemanno-sgombero-tor-de-cenci.html

Vien la nausea a leggere certi termini come “umanità”, “solidale” nei confronti di quella che è una vera e propria “cultura nomade” che non prevede ne una propria umanità, ne solidarietà, e soprattutto nessuna civiltà. Chi sceglie di essere “nomade” fa essenzialmente una scelta di vita importante, cioè quella di non riconoscere una patria, che corrisponde all’atto pratico nell’utilizzare le patrie degli altri succhiando parassitariamente tutto il possibile consapevoli della propria superiorità. Continua a leggere

Almaviva Contact: 632 in cassa integrazione straordinaria

La società Almaviva, leader nel settore IT e call center, dopo aver ottenuto  recentemente un finanziamento di circa 90 milioni di euro da un pool di banche, ha aperto una procedura di Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività per un numero di 632 persone. Potrebbe trattarsi solo dell’inizio per portare su Roma all’espulsione dal lavoro di centinaia e centinaia di lavoratori. Ma di fatto l’attività non cessa ma viene spostata su altre sedi della società, prevalentemente al sud. Difatti l’azienda ha iniziato il trasferimento del traffico di alcune commesse storicamente della sede di Roma, verso la sede di Rende (CS), la nuova sede appena aperta dove ha assunto lavoratori con minori diritti e con uno sgravio fiscale rilevante, e a Palermo. La storia del gruppo:  le forze politiche, le istituzioni nazionali, regionali, provinciali e comunali e così i media, debbono avere consapevolezza di cosa è stato il call center Almaviva a Roma, quale è la sua storia e la sua evoluzione, quali le dinamiche politiche e di contesto che stanno consentendo di arrivare oggi a questa profonda crisi occupazionale e per l’entità della stessa, anche sociale.

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Si parte, eretici ma si parte !

Nella realizzazione di questo blog territoriale che insieme a validi collaboratori cercheremo di portare avanti, vorrei utilizzare un approccio che dia valore alle idee prima ancora che alle etichette, come del resto avviene da anni in seno a noi di Socialismo Nazionale, come Centro Studi inizialmente ed ora come Unione.

Ho scelto una grafica futurista attingendo ad immagini se vogliamo anche “vecchie” ma che vogliono incarnare oggi, la stessa volontà di uscire fuori dagli schemi di allora.

Ho inserito nella testata due parole,  “testa” e “cuore”, parole importanti e fondamentali che ritroviamo proprio nell’immagine della testata.

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