Di ventotto ce n’è uno ?

mussolini11Immagino i commenti circa il manifesto che accompagna questo articolo che incorporano aggettivi come “macabro”, “lugubre”, “orrido” e quant’altro. Ma è la realtà ad essere macabra ed il macabro permette di ricordare in maniera più duratura. In questo caso l’immagine deve essere un monito per chi come noi, anche nel proprio piccolo, lotta anche per quegli “italiani” che seppero far tanto ed altrettanto farebbero ancora. Un monito affinché un giorno non non si possano ripetere quegli errori di “buon padre di famiglia” che permisero questo.

Potremmo qui riempire pagine sulla vera fine del Duce d’Italia, su chi lo ha ucciso, sui perché  Una serie di misteri che si alternano ad indagini ed accertamenti che smentiscono la verità ufficiale. Ma servirebbe a poco.

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Il delitto Matteotti visto oggi

MatteottiOrmai estenuato e avvilito da siparietti, teatrini, tragedie e commedie varie dell’attuale campagna elettorale, è sacrosanto riportare alla luce pagine nella nostra amata Storia, furbescamente chiusa a doppia mandata in un scrigno sotterrato in un isola sperduta.

Da quando siamo nati, in tutti gli istituti scolastici, ci hanno sempre propugnato l’idea che Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924, scrittore e politico socialista che militò prima nel Partito Socialista Italiano e poi, in seguito alla scissione interna, nel Partito Socialista Unitario) fu una vittima del regime fascista, chiaro esempio della violenza politica che il “regime” applicava, a fini propagandistici, sul popolo italiano.
Detto questo soltanto nel 1985 uscì un altro tipo di interpretazione alla vicenda a dir poco interessante: il primo giornale che scrisse di “un’altra verità” a riguardo del delitto Matteotti fu proprio “l’Avanti!” del 27 luglio 1985 con un articolo di Antonio Landolfi dal titolo:

“La Massoneria e il delitto Matteotti: un’altra verità.”

L’articolo scritto faceva riferimento a quanto pubblicato da Gianmatteo Matteotti nel suo libro “Quei vent’anni. Dal Fascismo all’Italia che cambia”
L’argomento fu ripreso anche dalla “Storia Illustrata” che nel suo numero di Novembre presentò un articolo dal titolo

“Delitto Matteotti: fu uno sporco affare di petrolio”.

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LA TORRE DI LITTORIA SPLENDE DAL 18 DICEMBRE 1932 !

Con alcuni membri del raggruppamento romano di USN, abbiamo avuto l’onore di partecipare ad una festa/convegno organizzata proprio a Littoria dall’associazione culturale PASSEPARTOUT.

Littoria

Festa e convegno perché in occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione di Littoria, si è potuto ospitare uno dei pochi sopravvissuti, per motivi ovviamente anagrafici, che ebbe l’onore, benché bambino, di partecipare all’inaugurazione proprio il 18-12-1932. Parlo di Rutilio Sermonti, non solo un “reduce” ma un grande uomo esempio di coerenza di vita, una vita vissuta  all’insegna di una onestà intellettuale e spirituale inarrivabile, una vita sacrificata interamente alla causa. Un uomo per me padre spirituale come lo credo lo sia stato per molti.

Preziose come sempre le sue parole a ricordo di un passato che noi possiamo solo immaginare, ed a monito del futuro.

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