Un fascio per l’Italia

simbolo-sansepolcrismoUna data che in pochi ricordano, che la storia non vuole ricordare.

Il 23 Marzo 1919, da un incontro passato inosservato dai più, prendeva vita uno dei più grandi movimenti rivoluzionari !

Col termine rivoluzionario non si deve solo intendere quella forza dirompente di masse che travolgono il vecchio; la rivoluzione fascista fu una rivoluzione di spirito, un elevazione delle masse.

Riporto quì sotto alcuni punti, peraltro attualissimi anche oggi, in cui appare evidente che il percorso politico fu un unico filo filo conduttore che dal 1919 termina (perchè fatto terminare dalle plutocrazie con una guerra) nel 1945. In troppi differenziano il “ventennio” dal resto, parlando col senno del poi, senza capire quali furono le contingenze socio-economiche che portarono al rallentamento di certi processi e che oggi potrebbero sfuggirci.

Certo è che con la RSI vengono fissati alcuni importanti punti già teorizzati nel 1919.

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Il delitto Matteotti visto oggi

MatteottiOrmai estenuato e avvilito da siparietti, teatrini, tragedie e commedie varie dell’attuale campagna elettorale, è sacrosanto riportare alla luce pagine nella nostra amata Storia, furbescamente chiusa a doppia mandata in un scrigno sotterrato in un isola sperduta.

Da quando siamo nati, in tutti gli istituti scolastici, ci hanno sempre propugnato l’idea che Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924, scrittore e politico socialista che militò prima nel Partito Socialista Italiano e poi, in seguito alla scissione interna, nel Partito Socialista Unitario) fu una vittima del regime fascista, chiaro esempio della violenza politica che il “regime” applicava, a fini propagandistici, sul popolo italiano.
Detto questo soltanto nel 1985 uscì un altro tipo di interpretazione alla vicenda a dir poco interessante: il primo giornale che scrisse di “un’altra verità” a riguardo del delitto Matteotti fu proprio “l’Avanti!” del 27 luglio 1985 con un articolo di Antonio Landolfi dal titolo:

“La Massoneria e il delitto Matteotti: un’altra verità.”

L’articolo scritto faceva riferimento a quanto pubblicato da Gianmatteo Matteotti nel suo libro “Quei vent’anni. Dal Fascismo all’Italia che cambia”
L’argomento fu ripreso anche dalla “Storia Illustrata” che nel suo numero di Novembre presentò un articolo dal titolo

“Delitto Matteotti: fu uno sporco affare di petrolio”.

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LA TORRE DI LITTORIA SPLENDE DAL 18 DICEMBRE 1932 !

Con alcuni membri del raggruppamento romano di USN, abbiamo avuto l’onore di partecipare ad una festa/convegno organizzata proprio a Littoria dall’associazione culturale PASSEPARTOUT.

Littoria

Festa e convegno perché in occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione di Littoria, si è potuto ospitare uno dei pochi sopravvissuti, per motivi ovviamente anagrafici, che ebbe l’onore, benché bambino, di partecipare all’inaugurazione proprio il 18-12-1932. Parlo di Rutilio Sermonti, non solo un “reduce” ma un grande uomo esempio di coerenza di vita, una vita vissuta  all’insegna di una onestà intellettuale e spirituale inarrivabile, una vita sacrificata interamente alla causa. Un uomo per me padre spirituale come lo credo lo sia stato per molti.

Preziose come sempre le sue parole a ricordo di un passato che noi possiamo solo immaginare, ed a monito del futuro.

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