Il grande sonno (di Rutilio Sermonti)

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Come sempre riportiamo ben volentieri gli scritti del maestro Sermonti.  Lunga vita a lui !
Nella gran ressa di medici, professionisti, dilettanti o ciarlatani, che si affollano con  lugubri mutrie, al capezzale dell’agonizzante e pietoso residuo cui è ridotta l’umanità, a coronamento di tanti secoli di “magnifiche sorti e progressive”, coprendo la straziante cacofonia dei rantoli della meschina col fitto chiacchiericcio delle loro diatribe, unica vera ed unanime cura è quella di far tacere ( o silenziare, con espedienti vari ) le voci che, non da ieri, cercano di rivelare ai loro simili l’agghiacciante verità, per cui tutte le perniciose follie che, con pugno fermo, li imbrancano verso l’auto-genocidio, seguono una logica spietata e ineluttabile, cui è tremendamente difficile opporsi. Continua a leggere

10 Regole per il controllo sociale di Noam Chomsky

230px-ChomskyL’elemento principale del controllo sociale è la strategia della
distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

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Donna è sempre

VOLANTINO DONNARieccoci ad un altra fatidica data che il sistema ha regalato a questa degenerata società.

Festa della donna quale frutto di una “gloriosa emancipazione” baluardo nella storia dell’umanità !

La prima cosa che viene da chiedersi è se occorreva istituire una apposita festa (le cui origini in verità NON dovrebbero far festeggiare proprio nulla); suona un po’ come dire “poverette, diamo loro il contentino…”, quindi sintomo palese di un pregiudizio per una presunta manifesta inferiorità che si è cercato di celare con l’istituzionalizzazione di una eguaglianza che, naturalmente e fortunatamente, non esiste.

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Il Socialista Nazionale Hugo Chavez… va oltre

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Giunge la mesta notizia della morte del grande presidente Hugo Chavez.

Baluardo dell’anticapitalismo (ed antisionismo), interprete “popolare” del pensiero sociale e nazionale che, ogni oltre barriera geografica o metodica, è attualmente l’unico vero metodo di lotta per contrastare quella finanza apolide che schiavizza il mondo intero.

Un uomo del popolo, letteralmente venuto dal popolo, e proprio  per questo con il sentore ed il sentimento di quello che il popolo vuole.

Corre inevitabile il parallelo con la più infima genia che ha accompagnato e “guidato” la nostra nazione dopo l’uccisione l’ultimo vero statista Socialista Nazionale, tal Benito Mussolini.

Servirebbero pagine e pagine per elencare questi squallidi personaggi, a partire dall’indegna famiglia reale, fino ad arrivare al più che indegno presidente (delle banche) Napolitano. Gentaglia che non ha mai “sentito” il popolo, che lo ha abbandonato al destino tragico di schiavi confinati in  una colonia quale è attualmente l’Italia, che lo ha fatto divenire un non popolo.

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Il delitto Matteotti visto oggi

MatteottiOrmai estenuato e avvilito da siparietti, teatrini, tragedie e commedie varie dell’attuale campagna elettorale, è sacrosanto riportare alla luce pagine nella nostra amata Storia, furbescamente chiusa a doppia mandata in un scrigno sotterrato in un isola sperduta.

Da quando siamo nati, in tutti gli istituti scolastici, ci hanno sempre propugnato l’idea che Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924, scrittore e politico socialista che militò prima nel Partito Socialista Italiano e poi, in seguito alla scissione interna, nel Partito Socialista Unitario) fu una vittima del regime fascista, chiaro esempio della violenza politica che il “regime” applicava, a fini propagandistici, sul popolo italiano.
Detto questo soltanto nel 1985 uscì un altro tipo di interpretazione alla vicenda a dir poco interessante: il primo giornale che scrisse di “un’altra verità” a riguardo del delitto Matteotti fu proprio “l’Avanti!” del 27 luglio 1985 con un articolo di Antonio Landolfi dal titolo:

“La Massoneria e il delitto Matteotti: un’altra verità.”

L’articolo scritto faceva riferimento a quanto pubblicato da Gianmatteo Matteotti nel suo libro “Quei vent’anni. Dal Fascismo all’Italia che cambia”
L’argomento fu ripreso anche dalla “Storia Illustrata” che nel suo numero di Novembre presentò un articolo dal titolo

“Delitto Matteotti: fu uno sporco affare di petrolio”.

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La resa dei conti…

USURADopo questa tornata elettorale mi viene da pensare, così in maniera “leggera”, che gli Italiani non siamo poi tanto cretini. Ingenui sicuramente… o disperati !

Da una certa soddisfazione veder tagliati fuori squallidi personaggi come il badogliano Fini, ormai in disgrazia anche tra i suoi compagni di merenda, schifato anche da chi storicamente si è sempre dimostrato un cancro per la nazione. Pensiamo a che livello è arrivato costui !

Per non parlare del forcaiolo analfabeta… in meritata disgrazia insieme al collega. Uno sputo di voti per chi presentava programmi IMPRESENTABILI e privi di logica se non quella giustizialista (ma scriteriata).

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“La dittatura europea” – intervista a Ida Magli

Riporto una interessante analisi di Ida Magli circa la recente storia d’europa.

Aspetto ovviamente commenti per un dialogo costruttivo.

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La dittatura europea, intervista a Ida Magli

di Luca Bistolfi

intervista a Ida Magli, classe 1925, storica e antropologa autrice – tra l’altro – di La dittatura europea. Una voce critica e radicale, troppo spesso censurata, capace di portare argomenti che è invece necessario ascoltare e dibattere.

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Ancora contro la farsa

21912_141398772692598_1109032203_nU.S.N. è scesa ancora una volta in piazza domenica 17, questa volta a Frascati, per informare la gente circa quello che la feccia partitocratica che si appresta a votare ha realmente in serbo per il popolo al di là delle roboanti dichiarazioni rilasciate, come d’uso, all’ avvicinarsi dei ludi cartacei. Tutti pimpanti e presi nella rincorsa alla poltroncina, sono pronti anche a prostituirsi (mi perdonino le prostitute che hanno molta più dignità) promettendo l’inverosimile, come da sempre avviene; mi chiedo per quale motivo gli elettori non ricordino le mancate promesse degli ultimi decenni, mentre ricordano alla perfezione il rigore non concesso alla propria (fottuta) squadra di calcio… problemi evidentemente legati ad una mancanza di “igiene mentale”. C’è chi non promette ma giustifica la ricerca della solita poltrona con un “innato” spirito di abnegazione in nome del popolo… ma lasciamo perdere, come lasciamo perdere anche coloro che fanno i rivoluzionari contro il sistema utilizzandone gli strumenti che lo stesso gli ha concesso.

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Il fallimento della società tecnologica (Rutilio Sermonti)

rutilio-sermontiProgresso, da pro-gredi, significa andare avanti. Ma avanti non significa niente, se non si stabilisce in quale direzione. Senza una direzione prestabilita, qualsiasi spostamento è “in avanti”, anche quello proverbiale dei gamberi. E il difetto del progresso umano (concetto recente, che non ha ancora quattro secoli) è stato proprio quello di andare “avanti” con grande entusiasmo, senza affatto chiedersi quale fosse la direzione giusta. Neppure il grossolano criterio dell’ “aumento”, è un criterio accettabile. Continua a leggere