Facce (di bronzo) della stessa medaglia

due-facce-della-stessa-medaglia-439x254Già da prima dei ballottaggi era stato possibile riscontrare una sempre maggiore disaffezione che l’Italiano dimostra verso la politica, anche se sarebbe giusto parlare di disaffezione verso i partiti che nell’immaginario collettivo vengono confusi con la politica.

In realtà il loro compito sarebbe proprio quello, fare politica, ma evidentemente fanno tutt’altro; si impegnano a promuovere leggi che non servono a nulla salvo ad una programmata distruzione dello stato sociale e della Comunità Nazionale, o peggio, leggi che tendono a tutelare persone o lobby che sguazzano nel malaffare. Continua a leggere

10 Regole per il controllo sociale di Noam Chomsky

230px-ChomskyL’elemento principale del controllo sociale è la strategia della
distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

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Donna è sempre

VOLANTINO DONNARieccoci ad un altra fatidica data che il sistema ha regalato a questa degenerata società.

Festa della donna quale frutto di una “gloriosa emancipazione” baluardo nella storia dell’umanità !

La prima cosa che viene da chiedersi è se occorreva istituire una apposita festa (le cui origini in verità NON dovrebbero far festeggiare proprio nulla); suona un po’ come dire “poverette, diamo loro il contentino…”, quindi sintomo palese di un pregiudizio per una presunta manifesta inferiorità che si è cercato di celare con l’istituzionalizzazione di una eguaglianza che, naturalmente e fortunatamente, non esiste.

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“La dittatura europea” – intervista a Ida Magli

Riporto una interessante analisi di Ida Magli circa la recente storia d’europa.

Aspetto ovviamente commenti per un dialogo costruttivo.

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La dittatura europea, intervista a Ida Magli

di Luca Bistolfi

intervista a Ida Magli, classe 1925, storica e antropologa autrice – tra l’altro – di La dittatura europea. Una voce critica e radicale, troppo spesso censurata, capace di portare argomenti che è invece necessario ascoltare e dibattere.

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Le radici del degrado (Rutilio Sermonti)

Oggi pubblichiamo volentieri uno scritto del Maestro Rutilio Sermonti. Una analisi lucida ed accurata di come siamo arrivati alla attuale “civiltà”… moderna. Per chi esita nella lotta, o decisamente non lotta, consiglio di imprimere nella mente le parole che ho evidenziato nello scritto. Buona lettura. A.P. Rutilio

Tutti sappiamo bene, e cerchiamo di convincerne gli altri, che lo stato di estremo degrado della c.d. società moderna, che la rende ormai del tutto insostenibile sia dai popoli che dall’ecosfera, è conseguenza soprattutto del degrado dell’umanità. Se così non fosse, non si spiegherebbe come miliardi di esseri umani sopportino di essere umiliati, vessati e dissanguati da una ristretta casta di spregevoli usurai, superiori a ogni legge.

Se abbiamo deciso di votare la nostra vita alla lotta contro tale infamia, non possiamo quindi limitarci agli atti di accusa contro i responsabili di questa o quella ingiustizia o disfunzione, e tanto meno formulare proposte di rimedi a una classe politica per cui le cose stanno benissimo come sono. Occorre avere ben chiare le cause prime di quel degrado umano e studiare come cancellarle. Non siamo così sciocchi da pensare che si possa ingranare alla storia la retromarcia, ma si può – individuando le cause del male – cercare di invertire, in termini attuali, le nefaste tendenze, iniziando la risalita.

Con la presente comunicazione, intendo sottoporvi le mie conclusioni, in gran parte ricavate dal vostro pensiero.

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