Facce (di bronzo) della stessa medaglia

due-facce-della-stessa-medaglia-439x254Già da prima dei ballottaggi era stato possibile riscontrare una sempre maggiore disaffezione che l’Italiano dimostra verso la politica, anche se sarebbe giusto parlare di disaffezione verso i partiti che nell’immaginario collettivo vengono confusi con la politica.

In realtà il loro compito sarebbe proprio quello, fare politica, ma evidentemente fanno tutt’altro; si impegnano a promuovere leggi che non servono a nulla salvo ad una programmata distruzione dello stato sociale e della Comunità Nazionale, o peggio, leggi che tendono a tutelare persone o lobby che sguazzano nel malaffare.

Di fronte al nulla espresso dalla partitocrazia, c’è chi come Marino festeggia una “vittoria”, chi piange come Alemanno una sconfitta che si vocifera fosse programmata per avallare una sorta di immunità del “veterano” di Arcore; non ci sarebbe da meravigliarsi in un guazzabuglio in cui i partiti, al di là delle sigle, in un commisto con sindacati, associazioni di categorie vendute, palazzinari, tangenti, amici da sistemare, rendono più che caotico il panorama “politico”. Solo le fiamme dell’inferno, posto degno di questi cialtroni corrotti, potrebbero essere purificatrici.

Ma intanto l’inferno lo vive l’Italiano.

Il governo Bildemberg parla di rilanciare l’Italia, ma le uniche proposte concrete vengono fatte sempre a svantaggio del popolo. Tutti a parlare ma pochi fatti; anzi gli unici “fatti” sono quel reiettume umano dei centri sociali abitati da “rivoluzionari” viziati e figli di papà sempre pronti a schierarsi di fatto con i globalizzatori che dettano la scaletta politica ad una classe dirigente alle loro dipendenze. In realtà di “fatti” ne è pieno anche il parlamento, ma questo poco importa nel momento che la sua funzione è prettamente teatrale; attori grotteschi strapagati per dar vita ad una farsa.

A conti fatti scompaiono destre estreme e sinistre estreme (di cui non si capisce nemmeno il significato salvo quello di alimentare un sottile clima di guerra civile), il polpettone centrista conferma la sua inutile esistenza dal momento che è rappresentato solo dalla metà degli Italiani.

Il movimento spaccatutto di Grillo si è dimostrato per quello che progettualmente doveva essere, un canale di sfogo della gente esausta; la scelta della “gente comune” apparentemente un innovazione, è stata la loro arma vincente potendo entrare in parlamento con gente anche onesta ma incapace politicamente di fare qualsiasi cosa atta a contrastare quello che i fratelli di loggia hanno in programma per la nostra Patria.

Il senso del nostro NON VOTO è proprio quello di dissentire da un sistema politico malato, incurabile perchè la decadenza etica e morale della società non lo permette; in fondo chi è stato che ha permesso negli anni di arrivare a questo punto ? Il popolo stesso, con i suoi egoismi, con il suo “volemose bene”, con l’accontentarsi, il popolo della mancetta all’usciere che poi si lamenta se ad alti livelli la stessa mancetta si chiama tangente (e poi vorrei vedere quanti la rifiuterebbero se fossero in posizioni tali da poter essere corrotti). In una spirale continua il popolo ha fatto emergere il peggio di se consolidandolo in una classe politica che non fa politica. Ora piangete ? Vi disperate ? Non siete da meglio di costoro. Avete pensato al presente senza minimamente guardare al futuro che non è vostro ma dei vostri figli; a loro lo state negando. Questo non è forse egoismo ?

Con questa premessa la resa dei conti era inevitabile.

Ci sono ancora delle soluzioni e senza stare a fare del mero giustizialismo, tutti gli Italiani debbono prendere coscienza di quali sono le proprie colpe ed i propri errori, ed impegnarsi affinché non si ripetano. Un ammissione di colpa, una presa di coscienza e la voglia di rifare tutto da capo. Perchè tutto da capo fa rifatto, dall’architettura statale agli organi in mano alla partitocrazia, agli uomini che gestiscono lo Stato e fanno la “politica” secondo i dettami delle oligarchie.
Da questa assunzione di responsabilità non si sentano esentati nemmeno i presunti leader di quei partiti che “non scendono a compromessi col sistema”… nel sistema ci siete già, magari in malafede. Se la militanza si sveglia non farete fine migliore di un Alemanno, anzi, le persone che avete tradito saranno più spietate che mai.

Alessio Provaroni

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